Sondaggio - Piano Formativo 2027

Gentile Collega,
nell’ottica di costruire un Piano Formativo 2027 condiviso, ti proponiamo le azioni formative FAD elaborate dal Comitato Scientifico e su cui ti chiediamo di esprimere la tua opinione.

Il termine ultimo per partecipare è il 13/07/2026.
I dati saranno trattati in forma anonima dal CNOP in qualità di responsabile al trattamento ai sensi del GDPR 679/16 per le finalità dell’Ente come da Legge istitutiva (L. 56/89).

Ti ringraziamo per la tua partecipazione.
1.
LO PSICOLOGO NEI CONTESTI DI EMERGENZA E CALAMITA’

La crescente frequenza di eventi critici e calamitosi – naturali, sanitari e sociali – rende sempre più necessario il coinvolgimento di professioniste e professionisti della psicologia adeguatamente formati nella gestione delle emergenze e nel supporto psicologico alle persone e alle comunità colpite.

In tali contesti, la preparazione degli psicologi risulta fondamentale sia nella fase di intervento immediato sia nelle fasi successive di ricostruzione e promozione della resilienza individuale e collettiva. Una formazione strutturata su questi temi consentirebbe di rafforzare le competenze professionali relative alla psicologia dell’emergenza, alla gestione delle crisi, al lavoro in équipe multidisciplinari e al coordinamento con i sistemi di protezione civile e con i servizi territoriali.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo
2.
PSICOLOGIA DELLO SPORT E DELLE PRESTAZIONE UMANA: STATO DELL’ARTE E CONTENUTI DETERMINANTI

L’incontro, della durata di cinque ore, tratterà alcuni dei principi fondamentali della psicologia dello sport. L’obiettivo è quello di fornire ai partecipanti una panoramica chiara di una disciplina in crescita, evidenziando come psicologi e psicologhe dello sport possano operare come professionisti competenti e riconosciuti all’interno dello staff, in tutti i livelli della pratica sportiva.
La prima parte dell’incontro sarà dedicata all’inquadramento generale della disciplina e alla sua collocazione nel panorama professionale attuale, allo studio dello sport e agli aspetti legislativi che ne definiscono le possibilità di intervento.
A partire da questa cornice, verranno approfondite anche le norme deontologiche che orientano l’azione di psicologi e psicologhe, sottolineandone responsabilità e confini professionali. Successivamente, il focus si sposterà su alcuni processi centrali per la prestazione sportiva come concentrazione, gestione emotiva e motivazione, e verrà, inoltre, dedicato uno spazio al contributo della psicologia nello sviluppo delle life skills, con particolare attenzione alla Generazione Z. Per comprendere più da vicino il funzionamento della prestazione, saranno poi introdotti modelli, metodi e tecniche utili a dare ordine alla performance. La parte conclusiva sarà infine dedicata all’alta prestazione, con un approfondimento su alcuni esempi pratici provenienti dal contesto olimpico.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo
3.
DIVERSITY MANAGEMENT E INCLUSIONE: MODELLI, STRUMENTI E PRATICHE PROFESSIONALI PER LA GESTIONE DELLE DIFFERENZE NEI CONTESTI DI LAVORO

Focus sulla disabilità psichica e sul contributo dello Psicologo ai processi organizzativi

Il corso approfondisce i principi, i modelli e gli strumenti del Diversity Management e dell’inclusione Organizzativa, fornendo agli psicologi competenze utili per promuovere contesti di lavoro equi, inclusivi e orientati alla valorizzazione delle differenze. Partendo da una visione ampia delle diversità presenti nelle organizzazioni, legate a caratteristiche personali, sociali, culturali e condizioni di vulnerabilità, il percorso formativo esamina il ruolo dello Psicologo nella progettazione, implementazione e valutazione di politiche e pratiche inclusive.

Particolare attenzione sarà dedicata alla disabilità psichica come ambito di approfondimento specialistico, affrontando i temi dell’inserimento lavorativo, della permanenza al lavoro, della gestione all’interno dell’organizzazione, della prevenzione dello stigma, del benessere organizzativo e della collaborazione tra lavoratori, organizzazioni e servizi territoriali.
(Obbligatorio)
4.
IL RUOLO DELLO PSICOLOGO NEI PERCORSI DI FINE VITA

La proposta formativa si pone l’obiettivo di affrontare il tema del fine vita nella sua complessità, attraverso un’analisi articolata che tenga insieme la dimensione giuridica, quella etica, la prospettiva interdisciplinare e lo specifico contributo della psicologia.

Il percorso nasce dall’esigenza di fornire ai professionisti strumenti di conoscenza e di orientamento utili a operare nei diversi scenari in cui la tematica del fine vita si presenta oggi in modo particolarmente rilevante. Tali scenari comprendono non soltanto i contesti specialistici delle Cure Palliative, ma anche altri ambiti assistenziali e sanitari nei quali emergono con frequenza questioni connesse alla cronicità, alla progressione della malattia, alla fragilità e alla terminalità.

In questa prospettiva, la formazione intende approfondire i principali riferimenti normativi che regolano il settore, con particolare attenzione alla Legge 38 del 2010 e alla Legge 219 del 2017, nonché alle sentenze della Corte Costituzionale in materia di Morte Medicalmente Assistita (MMA). A tale inquadramento si affiancherà un’esplorazione del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, considerato quale riferimento essenziale per orientare la pratica professionale nei contesti di maggiore complessità clinica, relazionale e decisionale.

L’intero percorso sarà sviluppato valorizzando una lettura etica delle questioni affrontate e promuovendo il confronto interdisciplinare tra saperi e competenze diverse, nella convinzione che il lavoro sul fine vita richieda un approccio integrato, riflessivo e condiviso.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo
5.
LA PRESA IN CARICO NEURO-PSICOLOGICA DELLA PERSONA CON DEMENZA: DAL PIANO NAZIONALE DEMENZA AL PDTA-R

Le demenze rappresentano una priorità di sanità pubblica che richiede percorsi di presa in carico integrati e multidisciplinari.
Il corso si propone di approfondire il ruolo dello psicologo nell'ambito del Piano Nazionale Demenze e del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale e Riabilitativo (PDTA-R), con particolare riferimento alle attività di valutazione neuropsicologica, supporto alla persona e ai caregiver, e interventi non farmacologici.
L'iniziativa mira a favorire l'acquisizione di competenze utili a garantire una presa in carico appropriata, continuativa e centrata sulla persona, in coerenza con gli indirizzi nazionali e regionali.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo
6.
PER UNA PSICOLOGIA DEI CONTESTI COLLETTIVI

E’ sempre più forte la consapevolezza che la psicologia abbia uno spazio di rilievo nella gestione del benessere nei contesti collettivi facendosi interprete di iniziative e misure che si pongono allo snodo tra individui e contesti. Tale presenza non è tuttavia del tutto riconosciuta; essa va potenziata e diffusa attraverso l’individuazione e il riconoscimento di best practice che devono essere condivise per aprire spazi di intervento per lo/la psicologa nei contesti collettivi e organizzativi. Il WHO propone un approccio multidisciplinare e complesso alla salute che sintetizza nella bella espressione ONE HEALTH. Come declinare la presenza dello psicologo in questa cornice? Quali competenze? Quali servizi? Quali obiettivi?

In questo quadro necessita sviluppare i seguenti obiettivi:

● Approfondire le legislazioni e regolamenti per individuare spazi e strategie di intervento dello psicologo (ONE HEALTH ecc)

● Approfondire il ruolo che lo/la psicologo può avere negli uffici di piano dei comuni e nei processi partecipativi di rigenerazione urbana, di inclusione sociale e di sviluppo di prossimità

● Fare della lettura dei contesti e ricerca azione uno strumento di intervento per la collaborazione con amministrazioni locali, enti formativi e associazioni

● Delineare le misure e gli interventi a carattere preventivo da sviluppare nella formazione, nelle associazioni, nei contesti locali attraverso l’uso di tecniche e metodi di conduzione di gruppo (fotovoice, movie, circle time, drawingvoice, social dreaming)

● Cominciare a porre valutazioni e indicazioni prospettiche sul ruolo dello psicologo nelle equipe multidisciplinari degli ambiti territoriali sociali (ATS) e nelle case di comunità

● Esplicitare il contributo che le competenze psicologiche portano alla governance in termini di qualità di vita e risparmio dei costi di salute.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo
7.
DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE: ASSESSMENT E INTERVENTI PSICOLOGICI

Il corso intende approfondire i principali modelli di assessment e intervento psicologico nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, con particolare attenzione alle forme pre-cliniche, al riconoscimento precoce dei segnali di rischio e alle nuove configurazioni del disagio alimentare.
Verranno presentati strumenti teorici e operativi per la valutazione della sintomatologia alimentare, del funzionamento di personalità e dei fattori di vulnerabilità psicologica associati ai quadri clinici e subclinici.
Il corso approfondirà inoltre strategie di intervento psicologico evidence-based a bassa intensità rivolte sia ai pazienti sia ai contesti familiari, con attenzione alla presa in carico precoce e agli interventi applicabili nei servizi pubblici e privati.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo
8.
LA FUNZIONE PSICOLOGICA NEI SISTEMI COMPLESSI: MODELLI CLINICI E STRATEGIE OPERATIVE IN CARCERE, SCUOLA, OSPEDALE E CASE DI COMUNITA’

L’evoluzione dei servizi sanitari, sociali ed educativi, detentivi richiede oggi al professionista psicologo una specifica preparazione orientata alla logica della complessità. I macro-sistemi contemporanei — quali l’istituzione penitenziaria, la scuola, i presidi ospedalieri e le nuove Case di Comunità — non possono essere affrontati considerando l’utente in maniera isolata dal contesto in cui è inserito, sviluppando una postura clinica fortemente situata e flessibile.

Formarsi alla complessità organizzativa significa acquisire gli strumenti per decodificare le coordinate specifiche di ogni singola realtà, comprendendo come la domanda di salute si strutturi proprio in funzione del contesto che la genera.

Il corso mira a consolidare la figura dello psicologo come professionista capace di dialogare in modo assertivo e paritetico con le altre figure dei sistemi di cura (medici, docenti, assistenti sociali, personale custodiale) perseguendo l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi.
(Obbligatorio)
Non mi interessa
Mi interessa moltissimo